Pare che tu non abbia soltanto degli amici a Cadenabbia—azzardò con un tratto di sfida il misantropo del Pioppino, che in questa carta un po' arrischiata aveva il suo buon giuoco.
—Cioè?—disse Ezio, coll'aria beffarda di chi accetta la sfida.
—Si dice che sarebbe arrivata anche una certa famosa altezza… Chi me ne ha parlato? credo il Bersi quest inverno, quando tornò da Nizza.
—E se anche fosse, che te ne importa? troncò netto il giovine con un'alzata aspra del viso.
A Flora, che stava parlando di musica con Massimo non isfuggì una sola parola di questo breve dialogo, in cui Ezio affettò quasi del brutto cinismo: e la colpì il modo violento con cui egli uscì senza degnarla nemmeno d'un'occhiata. Cresti rideva del suo buon giuoco—Avete visto? pare che l'abbia toccato sul vivo. Come si chiama, donna Vincenzina, quella baronessa ex cantante di cui parlava quest'inverno il Bersi? Ci deve essere stato un piccolo dramma a Nizza tra lei e quell'altra, di nome spagnuolo. Son le prodezze di questi giovinotti.
Flora si mosse improvvisamente e andò incontro alla Bernarda, che entrava col vassoio del caffè. Glielo tolse di mano e passò a preparare il tavolino e le sedie nella veranda.
Aveva bisogno di essere sola un momento. Oh se avesse potuto buttarsi colla testa in terra, piangere, gridare! Da un'ora non facevano che tormentarla in tutti i modi; ma le ultime parole odiose del Cresti avevano finito col configgerle uno spillo nel cuore. Essa non sapeva nulla del dramma a cui si accennava, ma cominciava a sentire che quella donna dalle penne di struzzo era venuta sul lago in tempo per rompere la sua felicità. Si spiegò l'istintiva ripugnanza che le aveva ispirata la sua presenza: si spiegò l'improvviso mutamento di Ezio, che già cominciava a gustare le dolcezze dello studio e della vita domestica: si spiegò la freddezza delle sue parole, la morte de' suoi sguardi, il suo spirito eccitato e caustico..
Vedendolo passare, mentre si recava verso la scala della darsena, non stette più alle mosse; ma obbedendo all'impetuosa forza che l'avviluppò, gli andò dietro. Egli doveva dirle, almeno, in che cosa si credeva offeso.
Giunta all'ingresso della darsena, sentì la sua voce irritata gridare contro il povero Moschino, che doveva averne fatta una delle sue.
—Chi ti ha detto di toccare il canotto? ecco, asino calzato, ora mi hai fracassato il timone. Ah questa non te la perdono, manigoldo.