Sul battello s'incontrò in Erminio Bersi, che veniva dalla Brianza, e che era stato invitato anche lui nella sua qualità di segretario della società dei canottieri, della quale il Barone Samuele Hospenthal era uno dei soci fondatori.
Il Bersi, un vecchio giovinotto dalla faccia rubiconda e grinzuta sotto i capelli precocemente imbiancati, raccontò di aver trovato Lolò a Merate tutto in faccende nel sostenere la candidatura di suo cugino il Marchese di Roncaglia; ma lo sport politico non gli avrebbe impedito di essere sul lago il giorno delle Regate.
—Sai chi ho visto a Como? ed abbiamo viaggiato sul battello insieme, fino ad Argegno, dov'è discesa, probabilmente diretta in Val d'Intelvi in compagnia del suo vecchio americano. Ha promesso di venire anche lei sul lago per le Regate dopo che avrà condotto il suo vecchio arcimilionario a vedere il lago di Lugano. Tu sai di chi parlo.
—Di Liana. Le hai parlato?
—Ha voluto presentarmi al suo vecchio miliardario, una specie di baccalà cotto nel petrolio, che la copre di diamanti; ma mi ha fatto capire che si annoia e mi ha chiesto di te.
—E tu che cosa le hai risposto?
—Ho detto che Ezio Bagliani si è dato interamente alla
Giurisprudenza.
—Precisamente..—confermò con secchezza il giovane.
—Dice che tu sei stato troppo cattivo con lei.
—Oggi o domani bisognava che io venissi a questa decisione. Potrei risolvermi anch'io a prender moglie.—Ezio rise cogli occhi, mentre offriva una sigaretta all'amico. Poi per girare il discorso gli domandò:—Conosci il barone?