La baronessa che i calori dello Sciampagna resero ben presto irriflessiva lo dominava già cogli occhi, e lo esaltava col rapido contatto delle mani, non gli lasciava quasi più tempo di riflettere.

—So che mi hai vendicata—gli disse una volta sottovoce, dandogli di punto in bianco del tu, come se tra loro fosse già roba intesa.

—Di chi?

—Di quella svergognata tua spagnuola. È vero che l'hai battuta prima di cacciarla via?

—Chi l'ha detto?

—Lo so.

Il pericolo della conquista che stuzzica sempre quel residuo di cavalleresco ch'è nel fondo di ogni giovine elegante, l'attrattiva del frutto proibito, l'idea che tra cinquanta possibili adoratori di una donna essa sceglie te, e per te è pronta a sacrificare la sua tranquillità, dovevano a lungo andare produrre nel giovine Bagliani, che vantavasi come un uomo positivo, una cieca esaltazione, degno castigo del suo peccato.

Ben presto egli non seppe più distinguere se parlasse in lui più forte l'amore o l'orgoglio, o dove l'uno cedesse il terreno all'altro; ma si sentì travolto da tutte e due, come da due cavalli eccitati e sfrenati che trascinano un piccolo cocchio di paglia.

—Il caffè andremo a prenderlo nel chiosco—disse la baronessa alzandosi; e impadronitasi del braccio del giovine Bagliani, lo condusse verso il giardino. Gli altri seguirono infervorati, nei loro discorsi, in cui la digestione mescolavasi alla riduzione della rendita, allo scioglimento dei Fasci socialisti e alla non mai provata squisitezza di una pizza napoletana abbrustolita con pane grattugiato.

—Tu mi dirai tutto quello che è accaduto. Sapevi che sarei venuta a cercarti? non hai ricevuto una mia lettera da Parigi? Noi resteremo qui, sul lago, fino a ottobre e tu devi aiutarci a cercare una bella villa. Samuele è disposto a spendere quel che occorre e a me non sembrerà vero d'essere così vicina a te. Tu sai quel che ho sofferto dopo quella brutta scena di Nizza. Tu mi devi dare un giorno o l'altro quella donna nelle mani. Ho bisogno di flagellarla…