E rompendo in una risata comica, come se si burlasse di questa sua ferocia, soggiunse:—Ma che m'importa di lei se tu sei mio?
E intanto entravano nel piccolo chiosco costrutto in una foggia tra il turco e il chinese nel fondo di un boschetto di pini, con piccole finestre a vetri colorati, che versavano macchie rossastre e giallastre sui pochi mobili che arredavano l'interno…
* * * * *
—E ora dammi una sigaretta…—riprese la baronessa, E colla sigaretta in mano discese ad aiutare Ignazio Buhler che pienaccio di corpo e alquanto squilibrato dal vino, stentava a scalare gli ultimi gradini.
Fu servito il caffè coi liquori nell'ombra verde di quel boschetto, in cui, tratto tratto, ai grandi discorsi di economia politica osava mescolarsi il trillo di un usignolo.
IX.
Una benedizione.
La settimana che precedette alle Regate furono per Regina giorni di trepidazioni e di pensieri. Amedeo aveva accettato di entrare nella gara dei battellieri e di rappresentare con Tremezzo anche gli altri paesi minori, che stanno ai piedi del monte Crocione e tutto lasciava sperare ch'egli avrebbe battuto questa volta quei di Dongo, che da tre anni portavan via la bandiera.
Regina era in cuor suo orgogliosa, ma non c'è gloria senza palpiti. Nella sua paurosa modestia avrebbe voluto che quel benedetto giorno fosse già passato. Dopo le Regate si sarebbero celebrate le nozze: ma già gli occhi della gente erano addosso a lei, come se toccasse a lei di dar forza e coraggio ad Amedeo. Per conto suo poco ci aveva a guadagnare il giovine, se anche avesse vinto tutte le bandiere del lago, come poco ci aveva a perdere se quei di Dongo o d'altri siti l'avessero battuto: la loro gloria ormai, era un'altra: anzi le pareva che tutta questa gente che s'immischiava tra lor due portasse via la parte migliore di quella contentezza, a cui dopo due anni di aspettazione e di segreti sospiri, avevano diritto. Tuttavia, se Amedeo avesse battuto veramente quei di Dongo e fosse tornato con quella benedetta bandiera in mano, acclamato vincitore, portato in trionfo dai compagni, messo al di sopra di tutti gli altri, le pareva che sarebbe stata una bella consolazione di più.
Intanto coll'aiuto e coi consigli della signorina del Castelletto lavorava a preparare il costume da battelliere, che era fissato in una blusa di rigatino turchino con filettature bianche, nastro turchino nel cappello tempestato di stelle bianche.