—Dove sono? vediamo…—e facendosi aiutare volle salire sul muricciolo per dominar meglio la posizione. Fattosi visiera colla mano, dopo aver strologato il lago, l'aria, lo spazio tra le barche e la riva:—Non si può ancora dir nulla—sentenziò—tutto dipende dai polmoni. La battuta dei nostri è buona, e se quei di Dongo non hanno fatto patto col diavolo, potrebbero avere un osso duro da rosicchiare. In cinque minuti Napoleone ha vinto e ha perso delle battaglie.
Tacquero tutti in devoto raccoglimento, attenti a quel che il prete diceva. Vecchio laghista, figlio anche lui di barcaiolo, don Malachia in sessantacinque anni ne aveva viste arrivare delle barche e anche molte andare a fondo, proprio come capita nella vita.
Chi arriva, chi resta a mezzo, chi si lascia cogliere dal cattivo tempo, chi parte per un luogo e approda a un altro, chi s'imbarca e non torna più. Tanto nella vita come nella barca, dove non soccorre la fortuna del vento, bisogna supplire colla forza delle braccia e fidare pel rimanente nel Padrone dell'aria e dell'acqua.
—Senta come mi batte il cuore…—disse sottovoce Regina, posandosi la mano inerte e rigida di Flora sul petto.
—Meglio…—fece costei, che sentiva il suo farsi piccino e duro come un ciotolo.
—È come fare una malattia.
—Certo: e ci si muore anche.
Mentre così sussurravano all'ombra del gelso, un grande movimento si produsse accompagnato da un improvviso bisbiglio di tutta la moltitudine.
—Ecco, ecco…—sclamò il vecchio prete—Amedeo si muove, tocca quei di Dongo a randa: attenti: il fiocco va fuori, va, va: mezza barca è fuori… Bella volata, corpo di mille bombe! bravi, bravo Amedeo. Su vispa, Regina…—E che taglio netto, avete visto?… eh, eh, vien fuori anche la coda… Zitto, figliuoli; o mi sbaglio, o Tremezzo stavolta batte la campagna.—
—Forza, Amedeo!—gridò anche Bortolo, facendo conca colle mani.