La folla elegante del giardino e quella che si accalcava nei palchi, nelle barche, si agitò, come un prato di fiori alti in cui scenda un soffio di vento. Un gran tumulto d'incoraggiamento partì da tutte le parti.

Regina che teneva le mani di Flora, quando vide che Amedeo pigliava la testa, si scosse, saltò in piedi anche lei sul muro e agitando il fazzoletto, cominciò a gridare: Viva, viva, viva!

Maria Giulia e la Santina piangevano di gioia, mentre don Malachia, battendo le mani, faceva tripudio colle gambette secche come si balla a quindici anni.

—Una barca e mezza è fuori… E non si perde un'oncia, per bia! ah polentoni quei di Dongo! Già portan fuori la bandiera… Su, su una bella volata finale. Benone! stupendissimamente bene! Avete visto che arcate di violino?

Così andava commentando il prete. Un grande clamore e un confuso agitarsi di mani, di fazzoletti, di cappelli salutò gli ultimi trenta colpi di remo, che fecero volare Tremezzo al traguardo col vantaggio almeno d'una dozzina di barche. I signori del Comitato si precipitarono verso i vincitori e li condussero quasi in trionfo davanti al padiglione, dove furono circondati dalle patronesse, acclamati dalle signore. L'illustre personaggio volle stringere la ruvida mano dei valorosi barcaioli, che ricevuta la bandiera, uscirono a corsa incontro agli amici.

Furono subito presi in mezzo e portati fin al Galletto, Bortolo, Maria Giulia, la mamma, il prete corsero fuori; ma Regina corse più di tutti col suo scialle di lana aperto nelle mani, e quando vide il suo Amedeo venir a corsa sudato e trafelato l'avviluppò nello scialle e lo strinse nelle braccia, lasciando ch'egli la baciasse sulle gote con una sfacciataggine che don Malachia non aveva mai vista l'eguale.

Flora, inosservata mentre tutti correvano a prendere i bicchieri, si tirò in disparte e seguendo un vialetto, andò a celarsi in fondo a un cortile, presso il fienile, dove alcune galline razzolavano tranquille fuori dai rumori della festa. Essa non volle guastare colla sua rigida presenza la gioia espansiva di quella povera gente, che senza aver letto troppi libri, o avendone letto uno solo dalle grosse parole, sapeva tuttavia misurare gli affetti a quel che dà la sorte, spendere bene l'interesse naturale che fruttava a loro il modesto tesoro della vita, mentre altri non sa trarre dalle sensazioni che compera alla bottega della vanità se non tristezza e afflizione di spirito. Avviene della contentezza come dell'appetito, che non dipende mai dal piatto in cui si mangia.

Io per la prima sono colpevole di questa incontentabilità—pensava e rimproveravasi la fanciulla, fissando gli occhi sulla riga azzurra del lago, che disegnavasi dietro una siepe di pomidoro.

Per non aver voluto andare con Cresti aveva disgustato un vecchio e fedele amico, amareggiata la mamma e procurata a sè stessa l'aspra sensazione di non essere nè cercata nè desiderata da Ezio.

Aveva ben altro per la testa il signor vice-ammiraglio che di pensare a lei!