Fiori e fragole.
La signora Matilde scriveva qualche giorno dopo alla sorella:—«Mi pare che Flora cominci a essere ragionevole. Bisognerebbe battere il ferro mentre è caldo».
Il Cresti, che ogni anno celebrava al Pioppino una specie di festa della polenta, mandò gli inviti anche alle signore del Castelletto coll'ordine di non mancare, Questa volta sarebbe venuto, oltre a don Malachia, anche quel poco di buono del signor Bersi, che era sulla strada della penitenza: forse si sarebbe firmato, al fumo della polenta, il contratto di vendita del Ravellino, Soltanto Ezio, in tutt'altre faccende affaccendato, sarebbe mancato quest'anno. Si sarebbe pranzato all'aperto, all'ombra degli agrifogli fioriti, colla vista dei monti da una parte, collo sfondo infinito del lago dall'altra, in mezzo ai fiori… Ma a dir tutto quello che di fresco, di dolce, di leccardo, di aristocratico, il padron di casa aveva preparato intorno alla volgare polenta di gran turco, sarebbe un far dell'arte simbolica. La polenta era un pretesto per sfoggiare ogni anno le ricche porcellane di casa Cresti e l'abilità non mai abbastanza riconosciuta delle due vecchie ragazze, che da trent'anni tenevano lo scettro della cucina.
Quest'anno c'era di nuovo la presenza di Massimo Bagliani; e la polenta guarnita dei più squisiti piaceri dell'amicizia, condita dalle profumate speranze, che avrebbero portato dal Castelletto, doveva avere un sapore particolare, un sapore che il vecchio e arruffato padron di casa sentiva già correre per la bocca prima ancora che la farina fosse gettata nel paiolo.
—Mi rincresce che questa volta non ci sia Ezio—disse a Massimo, che stava leggendo un gran lenzuolo di giornale inglese sotto il portichetto—ma è forse meglio per lui e per noi. Il Bersi me ne ha raccontate di belle di questa ex cantante moglie d'un barone banchiere e di altre vagabonde internazionali in mezzo a cui il nostro giovinotto fa una vita di vero nichilismo morale. È stato veduto più volte in canotto in costume di battelliere, colla maglia succinta e le braccia nude in compagnia di una signorina russa, a cui insegna i segreti della ginnastica italiana. Gl'inglesi ne sono orribilmente scandolezzati. In quanto al barone, giocatore nato, tira spesso il nostro ragazzo in piccole trappole, a cui tien mano anche la baronessa e il suonatore di clarinetto. Cose brutte, insomma, che fanno rabbia e a cui si dovrebbe trovare un rimedio. Tu dovresti parlarne oggi a donna Vincenzina, che una certa autorità ha sempre esercitato colla sua dolcezza sul figliuolo: e ancor meglio sarà, se gli parlassi tu stesso da uomo di mondo, che sa come si nasce e come si vive. Non si vuol mica pretendere che un giovinetto bello, ricco, simpatico prenda moglie o faccia il frate a ventiquattro anni, ma c'è modo e modo di divertirsi. Il peggio è quello che mena dritto a fracassarsi il collo.
—Io gli parlerò…—disse Massimo, persuaso.
—Ti lascio di sentinella e vado in cantina a vedere che non mi confondano i classici.
Massimo rimase sotto il portichetto con quel suo gran lenzuolo in mano in attesa degli invitati. Il pranzo, secondo il buon uso di campagna, doveva cominciare a un'ora e già dalle sponde del lago venivano le squille che annunciavano il mezzodì. Poco dopo comparvero in cima al vialetto delle mortelle tre signore, prima Flora, in capelli sotto il parasole, e donna Vincenzina per ultima con in testa un cappello rotondo di paglia a larga tesa sovraccarico di grossi fiori violetti.
Massimo, quantunque si fosse trovato ormai con lei tre o quattro volte e avesse avuto una lunga conversazione sul balcone dell'albergo durante le regate, non potè vedere quel cappello di paglia senza provare una specie di stringimento alla gola.
Del passato non s'era toccato nulla, nemmeno una parola: il perdono era stato portato e ricevuto dalle due parti con dignitosa benevolenza: essi avevano potuto ritrovarsi sani e salvi dopo dodici anni come gente che è sfuggita miracolosamente al disastro d'un lungo viaggio e che può allegramente congratularsi. Ma con tutto questo, o forse in virtù di questo, Massimo Bagliani non sapeva sottrarsi al dolce fascino che la memoria ringiovanita nell'immagine vivente della donna andava esercitando sul suo cuore naturalmente tenero e di poca resistenza.