—Non c'è qui un uomo?—tornò a domandare la povera signora, a cui pareva impossibile che non ci fosse al mondo nemmeno un uomo per aiutarla a discendere. L'acqua veniva più grossa.
I cavalli tenuti per il muso dalle mani di ferro del conte, scalpitavano, rinculavano, dando scosse al legno. Bisognò discendere, in qualche maniera; ma un lembo di pizzo della visite restò attaccato alla mécanique.
—Se non te l'avessi detto, pazienza! che male c'era a condurre il
Giuseppe?
—Non far la stupida—rimproverò il gendarme—Apri l'ombrellino e piglia questo viottolo a destra. C'è un cascinale vicino.
—Dove?
—A destra, non a sinistra, oca! va a cercare qualcuno che venga a tenere i cavalli. Moro ha l'occhio spaventato. Se li lascio andare si accoppano questi accidenti sacrr…
Non era il momento di far questioni filologiche. Sotto il parasole di satin la contessa cercò la stradetta, saltando come potè sulle pozze d'acqua e prese a correre verso il cascinale che distava un trecento passi. Proprio in quel momento si aprirono le cateratte del cielo. L'istinto di conservazione, rinforzato dalla bile e dall'odio contro l'asino imbecille che l'aveva tirata in quell'avventura, dettero alla povera signora una forza straordinaria, che a casa sarebbe subito scomparsa alla vista del più piccolo ragno.
Ma come l'appetit vient en mangeant, così il coraggio viene dal bisogno d'averne. Lo scrisse lei stessa qualche giorno dopo in una lunga lettera a donna Mina Besozza: «l'occasion fait le larron: io che soltanto all'idea d'una fessura sento un reuma nel cuore, son uscita da quel diluvio senza il più piccolo raffreddore.»
* * *
Come arrivasse alla cascina Torretta è più facile immaginare che descrivere. Avendo un colpo di vento spezzato il parasole, la povera martire dovette camminare cinque minuti sotto quella benedizione, coi piedi in un velluto di fanghiglia, d'una fanghiglia cretosa che si appiccicava agli stivaletti, alle calze, alle balzane. L'acqua che defluiva dalle campagne finiva a formare un laghetto davanti alla casa, e dovette attraversarlo sotto le grondaie, che versarono un mezzo barile di colatura sul cappellino di paglia.