—Non c'è qui nessuno?—gridò ricoverandosi sotto un rustico portichetto, appena potè tirare il fiato.—Si è rotta la ruota d'una carrozza. Ehi, di casa!—Provò a scotere il paletto e a spingere un vecchio uscio sgangherato che lasciò vedere una cucina affumicata piena di mosche. Davanti al camino stava seduto un vecchio massaio colle mani aperte su un focherello invisibile, immobile sulla sua sedia di legno come se fosse anche lui lavorato nel legno.

—Galantuomo! non c'è nessuno?

Il vecchio di legno non si mosse. Era sordo.

—Va al…—fu per dire la povera donna che, trascinandosi dietro le sottane impegolate, andò a chiedere aiuto a un altro uscio. Era (pardon) una stalla. Un uomo sui quarant'anni, rosso di pelo, con una gola larga, colle braccia e colle gambe ignude, si affacciò reggendo una forchetta non da dessert e parve impaurito di vedersi davanti una figura vestita a quel modo.

Se ne contano delle storie nelle stalle! e coi temporali, si dice, vanno intorno anche le anime dei poveri morti.

—C'è una carrozza sulla strada con una ruota rotta. Andate, mandate qualcuno, presto.

Il Rosso stentò a capire. Che carrozza? che strada?

—Sono la contessa Battini Luziares.

Il Rosso, che non aveva mai sentito dire che ci fosse una signora di questo nome, rispose:—Chi la gh'è no…

—C'è una carrozza, il conte…. Mandate, andate voi.