chè un alito ti porta tra le case
e per le vie correnti, un caldo affanno
ti accende ai mali altrui, sì che non pesa
a te la tua persona.

—Addio—ti gridan dalla soglia i ciechi
padri che ascoltan trasognati il sole
sulla morta pupilla.—Addio fanciulla,
bella siccome il sole!

In tua beltà tu scendi entro gli spiriti
chiusi nell'ombra, vision lucente,
scendi e vi lasci un pio calor di santo
raggio che d'alto piove.

Dal capezzal di gravi morbi afflitto
ti chiama e bianca a te volge la testa
la moribonda, quando vai pietosa
tra i molti letti in fila.

Sì, tu, come la mite entra di luna
luce per le finestre, ai molti mali
rechi un sorriso e ancor più dolce mesci
ai pianti umili il pianto.

Bontà, raggio di Dio, passa le pietre,
trapassa i cuori nel dolor sepolti,
di lei vivono i morti e in lei non muore
chi sen riveste e cinge.

Tu, perchè buona, fatta già sicura
tra noi mortali dubitosi e tardi
cammini innanzi e colla mano accesa
a noi rompi la via;

si che possiamo nella triste valle
credere a un raggio dell'eterna Luce
e sul tuo piede rintracciar la meta
delle lontane cose.

IL FIUME E LA VITA

Tu scorri e vai, tu fiume, alto sonando,
Tra i rochi sassi nel silenzio vai:
Donde partisti e quando
E dove e perchè vai forse che il sai?