Di raggi d'oro il sole
Rallegra le finestre:
E dalle stalle fuggono le fole,
Che le comari al novellar maestre
Allungan, quando fiocca,
Sul filo della rocca.
S'apre il mattin. D'argento,
Fanciulla, è l'alba e ride:
Tu la mantiglia sciorinando al vento,
Scoti la polve e le lusinghe infide,
Che in mezzo a false rose
Il carneval vi pose.
O mio dolore assorto,
O miei pensieri bruni,
Itene fuor, libratevi nell'orto
A far bisbiglio tra le siepi e i pruni:
E vi trasformi il sole
In rose ed in viole.
LASCIAMOLE VOLAR….
Alle allieve del Collegio Bianchi-Morand l'ultimo giorno di scuola.
Apriamo le finestre oggi a costoro,
Apriam la gabbia d'oro,
Lasciamole volar queste figliuole
All'aria, al verde, al sole.
Già troppo le vedemmo gli occhi inchini
Sui vecchi libri e sui gualciti lini
A tessere la vita
Rinchiusa e scolorita.
Mal tornan le viole
Entro il recinto oscuro,
Lenta si svolge abbarbicata al muro
L'edera senza sole.
Oggi le chiaman dall'erbose rive
Dai margini fioriti a larghi gridi
Dai numerosi lidi
Del mar, dalle cascate fuggitive
Le liberali voci di natura
A respirar la pura
Energia della vita tutta quanta
Che gioca, ride, canta.