Per gli stellati numeri si svolve
Una dottrina arcana
Che tutta passa della scienza umana
La radunata polve.
Questa dolce sapienza or dunque cada
A voi nel grembo e vi rinfreschi i cuori
Siccome la rugiada
Che rende sul mattin l'anima ai fiori
Volate dunque e sia festoso sciame
Di rondinelle ai grandi voli esperte;
Se del saper vi pungerà la fame
Qui troverete le finestre aperte.
I CONSIGLI DEL VECCHIO MARINAJO
Che la tua nave o figlio abbia buon legno,
Che ben si regga sui fasciati fianchi,
E scarsa all'uopo ove una cosa manchi:
Dico la forza natural del core,
Che guarda le tempeste, e soffre, oblia
La noia e il male dell'incerta via.
Vero padron dell'acqua e degli scogli
Solo è colui che nel voler ripone
Dell'arrivar la scienza e la ragione.
Questo più che il timon, più che le vele,
Più che la scienza delle astruse stelle
Ti caverà dal sen delle procelle.
Nè per rumor di ciel, nè per incanto
Che dalle rive a te mandi l'invito
Tu dalla rotta non piegar d'un dito,
Ma sempre va dentro la notte oscura
Col lume a prora della vecchia fede,
Ch'oltre la notte e le tempeste vede.