Quante grandezze innanzi a me! quanta miseria dietro le mie spalle in quella piccola topaia umana!…

Io non conosco spettacolo più imponente di un mare tranquillo, di un paesaggio sereno; la tempesta, l'uragano sono, se si vuole, più vivaci, come il dramma, ma la calma è l'inno d'un euritmia eterna.

In esse comprendo la venerazione delle antiche fedi per la natura: vi è nella natura mesta, immobile qualcosa di più augusto, di più solenne che non nel multiforme, convulsivo agitarsi delle plebi umane; in questo tutto è contingente, relativo; la loro potenza è un attimo, la bellezza una larva, il genio una scintilla;—l'attimo passa, la larva scompare, la scintilla si spegne,—rimane l'immutabile. L'imperituro, l'eterno, rimane il cielo, rimane il monte. Quando le religioni cadono, il panteismo le raccoglie nel suo seno.

Povero ed onesto campanile di Sulzena, col tuo gracile pinacolo roso dal tempo e dalle parietarie, coi tuoi nidi di colombi, coi tuoi squilli modesti non mi parevi in quel momento che un punto d'interrogazione lanciato nell'infinito, una domanda rivolta all'ignoto che non risponde.

La seduta era incominciata: un affannoso borbottio da formole legali veniva dalle finestre aperte della sala comunale a interrompere le mie riflessioni.

Quanto sperpero di preamboli, quanto apparato di autorità, di visti, di attesochè, di considerando, di ritenuti, per uccidere la piccola gioia d'un uomo, per giustificare una piccola prepotenza e carpire il dominio di due palmi di terra infeconda!

Il segretario era asmatico, e, son sicuro, anche sdentato. La sua voce usciva a sibili ineguali e si raggomitolava in brontolii gutturali.

E dicono che la voce dell'uomo è il linguaggio dell'universo! Sarà,—in ogni caso non quella del segretario comunale di Sulzena.

Mentre si leggevano i documenti venuti dall'Intendenza, l'impazienza del Sindaco si tradiva con certi mugghi sinistri: si capiva che il messere si annoiava e avrebbe voluto andare per le vie più spedite.

Scommetto che egli imprecava in cuor suo alla Costituzione, la quale aveva l'impertinenza di imporre tanto formulario al suo volere.