—Andiamo andiamo, date qua, che firmi, replicò il Sindaco… egli non ha che delle minchionerie…

—È una prepotenza, sclamò Leonardo.

—Come? badiamo ve' alle parole, gridò il sindaco.

—Oh la verità innanzi a tutto, disse più forte il coraggioso consigliere; sono vecchio e non ho più paura di nulla,—e vi dico che sono prepotenze. Io so che il paese ha molte obbligazioni a Don Luigi che ci ha sempre fatto del bene a tutti…

Mentre il sindaco parlava io avevo a stento frenato la voglia di dargli sulla voce. La protesta di Leonardo aveva suscitato tutte le mie simpatie,—Io avevo seguito le sue parole con tutto il cuore. A questo punto non potei contenermi e gridai forte:

—Bravo, così va detto.

Figuratevi l'effetto di questa audacia inaudita.

Seguì un cupo brontolio. Poi il sindaco si affacciò alla finestra. Era livido di collera.

—Che intende dire lei? mi domandò.

—Che Leonardo ha ragione, risposi ridendo.