Non poteva persuadersi che non fosse favola. E anche in questo sono stato io il primo ad illuminarlo.

In breve dovetti accorgermi che invece di scandagliarlo l'avevo, come direbbe una bacchettona, pervertito.

Un giorno feci la prova di dirgli;

—Quando si torna in seminario?

Aveste visto il suo sgomento! Come diventò smorto! Si strinse al mio braccio e mormorò:

—O Emilio, che cosa terribile rientrare in quel carcere!

Stetti qualche minuto ad osservarlo, poi gli dissi:

—Non vuoi andarci più? vuoi che io ne parli a don Luigi?

Mi saltò al collo e mi baciò con tanta effusione di riconoscenza che mi commosse fino in fondo alle viscere.

—Credi che consentirà? mi domandò rannuvolandosi di nuovo.