»Una mattina entro nella sua stanza e la trovo seduta sulla sponda del letto, col viso tutto sconvolto, pallida come un cadavere che piangeva dirottamente.

»Gli feci mille domande, non mi disse altro se non che non si sentiva bene.

»Poi, dopo il primo momento, si ricompose e fe' di tutto per dissipare le mie inquietudini. Mi assicurò che l'era passato, che stava bene, ma vedevo che non era vero. Per quanto si sforzasse, non riusciva a celarmi una grande tristezza che la opprimeva.

»Per quattro giorni io la vidi abbuiarsi sempre più,—e al quinto scomparve senza dir nulla.

»Eravamo alla metà d'agosto, al dì dell'Assunta.

»Non venne al vespro in chiesa dove aveva promesso di raggiungermi.

»Entrando in casa non la trovai più e m'accorsi ch'ella aveva portato con sè alcune delle sue vesti.

»Ne chiesi ai vicini se nessuno l'aveva veduta: ma dopo molte ricerche notai che la porticina dell'orto era aperta: Rosilde era senza dubbio discesa nella valle per di là.

»La cercammo dappertutto: andai io fino a Castelletto. Non potei venir in chiaro di nulla,

»Don Luigi ne fu afflitto quanto me.