»Poi dopo qualche momento si volse a me e indicandomi il signor Angelo che si rodeva in un cantuccio d'essere stato sorpreso in così bestiale furore, mi disse con un filo di voce interrotto dal rantolo:
»—Costui voleva togliermi delle carte che mi preme di mettere al sicuro. Prendi, sorella, eccoti la chiave di un cassetto che troverai in fondo all'armadio; aprilo e levane un involto che esso contiene.
»Obbedii.
»Rosilde soggiunse:
»—Conservale con cura, esse sono la fortuna della mia creaturina. Suo padre, là il signor Angelo, sarebbe capace di rinnegarlo ed è bene che tu possa provargli all'occasione i suoi doveri. Bada Mansueta di non lasciartele uscire di mano.
»Il signor De Boni mi guardava in guisa che pareva volesse mettere in pezzi me e le earte che tenevo in mano.
»Se non ci fosse stato presente Don Luigi credo non l'avrei passata troppo liscia.
»Ma colui è uomo che pensa sempre troppo bene ai casi suoi e sa sempre frenare il suo furore quando questo può essergli dannoso.
»Vedendo che non c'era da farla franca, diè una crollata di spalle ed uscì sagramentando da far traballare la casa.
»Con questa bella grazia egli piantò là quella povera martire che moriva per causa sua.