»Essa non lo trattenne.
»Quando fu uscito si rasserenò; trasse un lungo sospiro. E sorrise di nuovo.
»Ci fe' segno di sedere vicino al letto: ci prese le mani e ci guardava con grande tenerezza. Non poteva parlare. Era alla fine de' suoi patimenti.
»Di lì a poco sopraggiunse il dottore che fu spiacevolmente sorpreso di trovare colà don Luigi:
»Ma Rosilde chinò leggermente la testa e sussurrò a fior di labbra:—son io…..
»Poi nessuno parlò più.
»L'agonia era cominciata…..»
Mentre Mansueta raccontava io aveva tenuto macchinalmente gli occhi fissi sul ritratto di Rosilde; e, man mano che la triste storia progrediva, quel volto bianco pareva animarsi sotto il mio sguardo: il sangue rifluiva nelle venuzze azzurre della fronte, le tempia pulsavano sotto l'impeto della passione, le pupille inquiete gittavano un'occhiata paurosa dietro le spalle, la vita esile affievolita abbrividiva; le labbra lasciavano fuggire un grido, un sospiro…
Egli è che non v'ha nulla di più vero, di più logico che il dolore, e non v'ha cemento d'anime più possente ed efficace di quello. Perciò l'arte chiede ad esso così soventi le sue ispirazioni, perciò gli deve le sue più forti creazioni.
Se mi avessero narrata una vita venturosa, di gioie, di successi, quella creatura sarebbe rimasta un'estranea, una bella ignota. Invece mi si era detto: ella ha patito, ha pianto,—ebbene eravamo conoscenze vecchie.