Risposi che non si poteva dubitarne.
—Ebbene, guardate, soggiunse dondolando tristamente il capo più curvo del solito, guardate, c'è chi ne dubita,
—Oh, qualche ignorante.
—No, sono persone savie e prudenti, ma mal prevenute.
Quel giorno a Novara era stato a visitare il Vicario, il quale, come sapesse lo scopo della sua gita, prima quasi che aprisse bocca, gli aveva parlato di Aminta soggiungendo che era costretto di esternargli il suo biasimo per avere stornato quel ragazzo dalla carriera ecclesiastica. Poi, senza lasciargli dire una parola a propria discolpa, aveva soggiunto che la cosa farebbe scandalo, molto scandalo; era vero il fatto sì o no? Non poteva negarlo; dunque non ci era altro da dire,—egli non sapeva davvero come pretendesse giustificarsi,—che nome darebbe a un capitano che facesse disertare i soldati; e pensare che lei, un sacerdote….. brutto esempio…. pessimo esempio!….
—Ma, esclamai io, chi può averlo informato? Don Luigi si strinse nelle spalle: diamine, era facile indovinarlo.
—E che avete risposto? chiesi.
—Nulla; sono uscito di là che mi girava la testa. Però dicano quel che vogliono; il ragazzo sta bene dov'è e ci resterà.
—Ma possono darvi dei fastidi per questo?
—Non so; faranno quel che vorranno.