Entrando nel cortiletto mi sgomenta un po' il trovarvi il cavallo del dottor De Emma.

Fosse malato don Luigi?

Mansueta si affrettò a rassicurarmi. Il dottore è venuto da sè per affari; da un'ora è chiuso col curato nello studio.

Salgo ad aspettare la cena nella mia camera: la finestra verso strada è aperta.

Nel villaggio è buio; un filo di luce che esce dal nostro portone taglia a mezzo la piazzetta del sagrato.

Nel cortile scalpita la cavalcatura del signor de Emma: s'ode qualche belato fioco come venisse di sotterra.

Il colloquio nello studio si prolunga.

Un passo s'avvicina. È Baccio che torna. Don Luigi e il dottore gli vengono incontro a' piè della scala. Sento il sacrestano che dice:

—In casa non c'è.

Poi entra; la porta dello studio si chiude di nuovo. Nessuno si ricorda di me.