Ella s'era posta nelle mani di un'empirica per troncare le conseguenze del suo fallo.
La rampognai vivamente. Ella per un po' stette chiusa, negò, ma le vedevo la triste risoluzione negli occhi.
Mi incollerii e mi lasciai sfuggire qualche parola contro Don Luigi.
Allora, vedendo che io conosceva il suo segreto, mi si buttò piangendo ai piedi, e mi scongiurò di non tradirla, di rispettare la pace dell'uomo per cui ella stava morendo.
—Egli non sa nulla, mi disse torcendosi le mani, non sa nulla….. io sola….. io sola…..
E la piena della emozione le mozzava le parole.
Era angosciata; le chiesi perdono, la levai da terra, cercai di calmarla, di dissipare i suoi timori, di farle coraggio, di prendere con leggerezza la cosa.
—Giuratemi, disse, ch'egli nè altri non saprà mai nulla.
La guardavo sorpreso.
—Ella mi afferrò le mani e mi guardò supplichevole in modo ch'io mi affrettai a prometterle tutto quel che voleva.