—Ella non arretrò:—ebbene, disse colla calma della disperazione, sparirò.

Ma per lei, senza mezzi, in quello stato, sola al mondo, senz'altri parenti che la Mansueta, la quale non doveva saper nulla, lo sparire, equivale a morire. Vide la necessaria conseguenza della risoluzione e l'accettò tutta quanta. Riunì le sue robe migliori e venne a Zugliano, si pose in casa di una lavandaia che aveva conosciuto quando stava qui con noi.

Ella era risoluta di morire—ma non poteva andare lontano, eppoi temette che il suicidio non facesse rumore, e questo ella non voleva per niun conto. Così si apprese al mezzo che mi condusse a scoprire il suo rifugio.

Io cercai di confortarla dicendo che si sarebbe potuto riparar tutto, evitare i sospetti. Ella non vi pensava; ma mi ringraziava e mi scongiurava:—fatelo per lui—egli è innocente… io sola… io sola…

Venni da lei qualche volta nei giorni seguenti,—ma dovevo usare molte precauzioni per non suscitar le ciarle così micidiali della provincia,

E una sera non la trovai più. La donna che l'aveva ospitata mi disse che era andata con un uomo di cui non mi volle dire il nome.

Seppi poco dopo ch'ella viveva quasi matrimonialmente col De Boni in una cascina poco lontana di qui e che non faceva mistero alcuno della sua sciagurata condizione.

A tutta prima questa notizia mi rivoltò contro di lei, e mi ispirò dei giudizi che poveretta non meritava davvero… ma il cuore mi diceva che Rosilde non era la donna volgare che allora sembrava a tutti, che nella sua repentina arrendevolezza ci doveva essere un perchè non ordinario,—mi diceva il cuore che doveva essere qualche nuovo sagrifizio. Diffatti!…..

Io non potevo per diverse ragioni approfondire la cosa: fra l'altre il timore di adombrare il De Boni, così permaloso. Ma circa sette mesi dopo venne egli stesso a cercarmi e mi condusse nella stamberga dove aveva nascosto, come un lupo la sua preda, la povera Rosilde e dov'ella era agonizzante.

Egli mi fe' visitare la donna e s'informò da me minutamente del suo stato e delle origini di esso. Mi tenni sulle generali—uno sguardo supplice dell'inferma mi aveva messo sull'avviso.