—Non è mica ch'io abbia parlato per me….
—Oh! osservò don Luigi, chi mai potrebbe pensarlo?
E mi diè un'occhiata di una furberia che, su quei lineamenti fatti per la serenità e la dolcezza, era proprio impagabile.
I discorsi, durante il pranzo, furono molti e svariati; io, come nuovo arrivato e come cittadino, ne dovetti naturalmente far le spese maggiori. Le domande fioccavano, nè a tutto potevo rispondere.
Don Gaudenzio era stato in seminario con un tale abatino pieno di talento e a cui i superiori preconizzavano una carriera delle più luminose. Egli voleva sapere da me che cosa ne fosse avvenuto.
—Don Ambrogio Marzocchi? Non lo ho mai sentito nominare.
—Pare impossibile! Un giovine di tanto talento. Eppure, scusatemi….
—S'immagini….
—Scommetto che adesso è almeno almeno canonico del duomo.
—Sarà benissimo.