Inciampai in due bambini, accocolati sulla soglia del presbiterio.

—La signora Mansueta, mi disse il più alto dei due, o dorme o non ci vuole aprire. E il papà che ci ha detto di venire, e che è su dal signor curato?

—Suona un'altra volta, disse il più piccolo.

Suonai io, e Baccio fu tosto ad aprirmi quella memorabile porticina.

—Oh! bravi ragazzi, sclamò: siete aspettati. Su, su, Don Luigi vi vuol vedere.

E, mettendo un dito sulle labbra coll'aria di un cospiratore, mi sussurrò all'orecchio:

—Sono gli orfanelli della povera Gina; non sanno che la sia morta; ci penserà Don Luigi—intanto il pranzo è preparato…. Resti servito….

—Come sta il signor curato? Si può vederlo?

—S'immagini; le farà un regalo.

E il buon uomo mi condusse fino all'uscio della camera del curato.