Ma singhiozzava angosciosamente.

—Ho invitato al mio desco questo caro Beppe coi suoi due fanciulli; volete tener loro compagnia? Mi obblighereste.—Badate che si pranza in cucina.

—E sia! Vogliamo mettere il tovagliolo sulle ginocchia?

I due piccini avevano fame più di me e più di Beppe. Come furono contenti quando li ebbi adagiati davanti a una minestra…. una minestra fatta per bene!

XV.

Contenti e nel tempo stesso malinconici. Interrogavano tacitamente la immobile fisionomia del babbo.

E la fisionomia del babbo era lugubre.

Le parole di Don Luigi erano state inefficaci. Il povero uomo pensava alla sua povera donna.

—È sotto terra, mi sussurrò all'orecchio, sotto terra, tre metri sotto terra. Hanno un bel dire, ma adesso infracidisce nella sua cassa, Mi voleva tanto bene, e ce ne volevo tanto a lei!… Scusi, signor pittore… mi lasci piangere.

I due fanciulli mangiavano avidamente, ma mettevano sempre, fra un boccone e l'altro un punto di interrogazione.