—Pugliesi, quanto tempo passò dal giorno che vi abboccaste col presidente Morena, a quello in cui vedeste me? gli domandò il Procuratore Generale.
—Non ricordo precisamente…. credo…. due mesi circa.
—Perchè dunque dopo tanto tempo voi ripeteste tutto a me?
—Io!… Non ripetei nulla, non parlai, non ammisi, nè negai i fatti dichiarati al signor Morena. Ah! signor Procuratore Generale, tra me e voi, io solo devo essere il mentitore….
—Questo è troppo!… Non faceste la ricognizione di Rizzotto, e lo confondeste? Alla mia presenza non vi si fecero passar sotto gli occhi quasi tutti gli accusati, e non confermaste quello che avevate confessato?
—In quell'occasione nè mi disdissi, nè confessai nulla.
A questo punto la difesa, per bocca dell'avvocato Cuccia, domanda che nel verbale si prenda nota di quest'ultimo incidente tra il Proc. Gen. signor Noce, e don Peppino il Lombardo, come nuovo del tutto, e non consacrato nel processo scritto. Succede un incidente; ma dopo breve discussione, il Presidente ordina che le circostanze sopraddette siano inserite nel verbale.
Sono le 3 pom., e il Presidente dichiara sciolta l'udienza.
E l'indomani venne la volta di compare Ciccio Raja, e di compare Nino
D'Amico.
—Raja, alzatevi, disse il Presidente. Come vi chiamate?