Peppe, a vent'anni, non si vedeva alla taverna, non bazzicava fannulloni; il sindaco tanto per fare un poco di bene alla povera donna, lo aveva fatto nominare guardia campestre, e lui faceva il suo dovere, e, non c'era caso, portava alla mamma tutti i denari che, col suo mandato in mano, andava a riscuotere dal signor Peretti, il cassiere comunale. Ora soleva dire, che d'ammazzare un uomo se ne può fare a meno, e di rubare, quando s'han buone braccia, l'istesso: specialmente poi se ci sono novantanove probabilità su cento di finire accorciati o in gattabuia: grazie tante! Aveva i suoi difettucci, è vero: andava pazzo per gli abiti nuovi, per le donne, per le tarantelle, e in ispecie per la sciolissa, il suo caval di battaglia: ma era giovane, e i giovani il loro sfogo lo devono fare. Del resto se aveva la morosa non si rovinava per questo; era molto accorto il giovinetto: lo solevano chiamare Bellomo, e un bell'uomo c'era davvero, sì che le ragazze se lo mangiavano con gli occhi quando passava per le strade, dondolandosi come deve fare uno che appartenga a una famiglia di malandrini veri; e la domenica, in chiesa, quando vestito tutto di velluto si faceva vanto col fazzoletto di seta rossa, celiando con gli amici: e le maritate gli davano certe occhiate assassine, che volevano dir chiaro e tondo: sei un bell'uomo, prendici: talchè non aveva che a gettare il suo fazzoletto come un sultano; e lo gettava in modo che scambio di dare era lui che riceveva…. non senza farsi pregare un pochino, bisogna dirlo.
E la mamma vedendolo così buono e senza vizi, non si stancava dal ripetergli: O Peppe perchè non ti mariti? E gli proponeva la tale e la tal altra, e in ispecie faceva elogi sperticati di Serena, una brunetta un po' bruttina ma capricciosa, figlia del curatolo Nino Macca: era vispa e allegra come un'allodola, buona massaia sempre attorno come una trottola, tanto che non c'era casa pulita come quella dei Macca ad Altavilla; i suoi erano stati curatoli di padre in figlio, e ne avevano della roba sotto il sole. Ora che tante disgrazie li avevano ridotti a vivere nello stento, a rinsanguarsi un pochino bisognava pensarci.
Però lui non voleva saperne.
—A Pasqua, rispondeva scherzando; benchè sapesse che sua madre aveva una voglia pazza di sballottare un nipotino prima di morire.
Ma dàgli oggi dàgli domani, si guastò il capo, anche lui, e cominciò a passare e ripassare di sotto alle finestre della figlia del curatolo Nino. La ragazza andò in visibilio; non le pareva vero che Bellomo avesse messi gli occhi sopra di lei: e resasi certa che egli faceva sul serio, si scaldò in tal modo da giurare in cor suo che sarebbe stata di Peppe, o della morte. D'allora in poi si vide dalla mattina alla sera alla finestra, dietro le graste di garofani e di basilico. E Peppe, da uomo pratico in simil genere di cose, azzardò degli «emh…. emh….» da accatarrato, cavò e ricavò il fazzoletto di tasca, e se lo passò sotto il naso, con una certa grazia da innamorato; e quando vide che la ragazza non che si movesse dalla finestra, ma gli faceva anche il bocchino, guardandolo teneramente, le fece la serenata.
Ma mancò poco che quella sera non succedesse un guaio. Un altro, che pretendeva la figlia del curatolo, aveva avuto l'istessa intenzione. Epperò Peppe, ai primi accordi, s'avanzò, dondolandosi della più terribile maniera, e stendendo il braccio, fece cessar la musica: poi chiamò in disparte l'amico che se ne stava appoggiato alla cantonata, chiuso nel suo cappotto, e in quattro parole gli disse il fatto suo. Insomma quella ragazza la voleva lui, e avrebbe fatto e avrebbe detto sangue…. se a qualcuno fosse passata qualche idea stramba per la testa.
Quel tale, un giovinetto stento, diventò verde come l'aglio: avrebbe voluto fare un sproposito…. ma i Sala erano conosciuti in paese, e comprese che la sarebbe andata a finir male. Non se la sentì di rispondere per le rime, e messa la mano aperta sul petto, disse che, sulla legge d'onore, non ne sapeva niente che compare Peppe volesse quella ragazza…. perchè lui aveva rispettato sempre gli amici, santo diavolo!…. Basta, se compare Peppe d'ora in poi lo vedeva da quelle parti, gli sputasse pure in faccia.
—Scusate, concluse in fine, stendendogli la mano.
—Non c'è di che, rispose Peppe sempre in tono mafiosesco.
E l'altro se n'andò con le pive nel sacco, mordendosi le dita, seguito dagli orbi con violini e chitarre, i quali, protestando che non volevano sentire tante storie, vollero esser pagati: per loro eran pronti a andare a sonare anche davanti a un reggimento di soldati, se lui gliel'ordinasse!