Serena tornò a casa, che pareva, una morta. La vecchia era in cucina a risciacquar le stoviglie. E il bimbo che si trastullava col gatto, conosciuta la madre al passo, le venne incontro con le braccina in aria, ciampicando.

—Mamma…. mamma…. mammuccia.

Essa lo prese in braccio, lo coprì di baci, poi se lo strinse al petto, e scoppiò in pianto. E il piccino, che non sapeva cosa avesse la mamma, fece il greppo e si messe a piangere anche lui.

Ma parve che al contatto di quel corpicino, alle lacrime di quell'innocente, Serena riacquistasse tutte le sue forze: e balbettando parole di tenerezza rotte da' singhiozzi, cercò d'acquietarlo, gli asciugò gli occhi febbrilmente, asciugò pure i suoi, sorrise anche per mostrare che non aveva più nulla. Ma un pensiero le era sorto nella mente: lascerebbe il marito…. Non sul momento però…. voleva rinfacciargli prima il suo tradimento, godere della sua confusione…. E in cor suo sperava ch'egli s'avesse a discolpare.

Aspettò rodendo l'aglio tutto quel dopo desinare, e parte della sera; e quando vide arrivare allegramente _Uncecchinamici_¹, il can bracco, segno certo che il marito era nella strada, corse nella sua camera. Guardò dolorosamente il bimbo che dormiva, con una manina sotto la guancia, e con le labbruzza appena socchiuse, poi si mise ad aprir casse e far fagotti.

¹ Non c'è più amici: nome che i mafiosi soglion dare al loro cane, e il perchè è chiaro.

Peppe entrò senza guardar la moglie, senza badare al trasmestio che faceva.

E aveva posato il fucile, e stava per levarsi la giberna che portava ad armacollo, a uso siciliano, quando Serena, che si sentiva proprio scoppiare, venne a piantarglisi davanti come una furia, con le mani arrovesciate su' fianchi.

—Scellerato!… malacondotta!… esclamò soffocata dall'ira e dal dolore.

Egli si voltò bruscamente.