E la cameriera, comparve, correndo.

—Non vi spiccerete mai, dunque, nel fare una cosa!

—O che non ci voleva il tempo per chiamar Masi, dargli i denari, e….

—Basta!… L'abito, presto… a momenti arriva la carrozza.

Era in semplice fascetta e sottanina di cambrì ricamata, con braccia e petto nudi, lisciata, incipriata: aveva le ciocche de' capelli della fronte rinvoltate in pezzetti di carta bianca, l'orecchie rosse scarlatte.

Andò a guardarsi allo specchio.

—Eccomi, dissemi la cameriera ritornando con una gonnella di seta celeste pallido, adorna di merletti bianchi, nella quale aveva infilate le braccia.

Serafina si voltò, incrociò le mani sul petto, e pian pianino con la massima accuratezza, onde non s'avesse a guastare i capelli, vi messe il capo dentro.

—Ah!… piano…. ma dove l'avete la testa!

Un gangheretto s'era appiccato a' capelli. La cameriera cercava di distrigarnelo, mentre diceva: