—È niente, è niente…. non s'inquieti….
—Apriteli gli occhi, siete proprio insopportabile, con questo vostro fare in fretta!
E distrigato finalmente il gangheretto dai capelli, potè infilarsi la gonnella: l'agganciò, la girò, la rigirò, vi battè su con le mani perchè prendesse le giuste pieghe, si coprì con un accappatoio bianco, e sedè allo specchio ai cui lati ardevano due candele steariche in candelieri di vetro verde.
Cominciò l'operazione difficile e delicata, di sprigionare le ciocche dai cartellini, e disporre i ricci sulla fronte.
Per solito era bisbetica la signora; ma quella sera, chi sa perchè, lo era molto di più.
Nella stanza vicina, per l'apertura dell'uscio socchiuso, si vedeva il marito, il quale, vestito con severa eleganza, se ne stava a leggere, seduto vicino a un tavolino carico di libri e di carte. Di quando in quando dava un'occhiata alla moglie, e si rimetteva a leggere.
La strada rintronò sotto le ruote d'una carrozza, e i vetri tintinnavano…. Fu una confusione. La cameriera stava aggiustando una rosa tra' capelli della signora, una bella rosa bianca, imitata perfettamente.
—Date qua, disse, e gliela strappò quasi di mano: s'alzò, curvò la testa, e alzati gli occhi quanto più potè, e arcuate le braccia, s'aggiustò la rosa, con le mani quasi convulse.
—Presto.. la collana….
Ora c'era anche il marito, e correva di qua e di lì.