Fu in quel tempo che conobbe Serafina.

Intanto tra di loro la guerra seguitava più accanita che mai: però egli cominciava a toccare le prime serie sconfitte. Diventò inquieto, perdette quella fede in sè stesso tanto necessaria in simili occasioni; Serafina venne sempre guadagnando terreno, fino a che una sera lo ridusse al silenzio.

Era il primo caso di simil genere che succedeva a Mario; e ne provò un'umiliazione profonda. Riandava i vari discorsi, ricordava certe frasi degli ultimi dialoghi; ora gli venivano spontanee le risposte; delle risposte da levarle il pelo addirittura! E domandava a sè stesso come mai non gli erano corse alle labbra su quel subito, quale strana potenza esercitava quella donna su di lui per fargli perdere la bussola a quel modo! Faceva proposito di ritornare all'assalto, ci ritornava e n'aveva sempre la peggio: davanti a quel diavolo di donna ora si sentiva impacciato.

E a un tratto, senza un buon perchè, sentì un amaro dispetto. Stimava strana la condotta della moglie dell'amico: aveva avuto un curioso capriccio ad assalirlo con frizzi fino dai primi giorni della loro conoscenza: egli era stato sempre cortesissimo con lei; le aveva usato que' riguardi che un gentiluomo deve a una signora; le sere del suo abbonamento le aveva fatto la corte in palco, regolarmente, come a una duchessa; non aveva mancato mai alle visite di dovere; trovava frasi nuove, gentili sempre per i suoi abbigliamenti; era arrivato al punto di lodare la sua abilità nella musica, cosa non vera di certo: diamine, non aveva nulla da rimproverarsi! Prese un'aria seria, un pochino anche altera, cominciò a diradare le sue visite, poi non ci andò più. O che si credeva quella pedina!

Ma era agitato, non poteva star fermo; volle riprendere le antiche abitudini, e s'annoiò da per tutto, anche in casa delle Ascenti. Provava un certo malessere nell'ore ch'era solito andare da Serafina; se ne stava musone, com'un bambino contrariato…. Gli dispiaceva per l'amico…. per lui solamente…. un caro giovine, cortesissimo, tutto cuore…. chi sa cosa ne pensava di quel suo brusco cambiamento….

E otto giorni dopo fu il marito stesso che lo levò da tante pene.
S'incontrarono in Toledo.

—Galantuomo!…

—Oh! Nino! esclamò il giovine arrossendo: e gli stese la mano che l'altro affettò di non voler prendere.

—C'è la peste in casa mia che non ti si vede più?

Allora egli mentì. Era stato ammalato, aveva avuto delle febbrerelle nervose, che l'avevano lasciato debole di molto: quella mattina s'era sentito meglio, e aveva voluto far quattro passi.