—Ti ringrazio, Nino…. ma per ora non posso: forse in seguito profitterò del tuo gentile invito.

Serafina, senza insistenza, aggiunse qualche parola, costretta com'eravi dalla sua qualità di padrona di casa: poi domandò al giovine se avesse delle serie occupazioni in città.

Quel dopo desinare Mario fu di cattivo umore: se n'andò prima assai del solito, adducendo per scusa, che l'aspettavano in casa Ascenti.

V.

Partirono per la campagna, e del cavaliere non se n'ebbe più notizia.

—A proposito…. il tuo amico non viene più? domandò Serafina quindici giorni dopo al marito intento a lavorare attorno a un opuscolo sugli agrumi, che aveva intenzione di pubblicare. E con la mano soffocò un leggiero sbadiglio.

—Mah!… chi può contare su quella testa bislacca, rispose lui alzando il capo lentamente. E poi, confessalo, tu non l'hai incoraggiato di molto.

—Io?

—Tu.

—Dovevo forse inginocchiarmi davanti a lui.