—No, Dio mio; ma avresti dovuto insistere quando io l'invitai; anche per semplice cortesia.
Poi, rimettendosi a scrivere, continuò a frasi interrotte:
—Quand'uno v'è antipatico…. non è permesso di dimostrarglielo…. È certo per la tua fredda accoglienza che non è venuto…. le Ascenti son qua da otto giorni…. Non è bene, vedi…. egli è un mio carissimo amico…. Del resto…. l'hai giudicato male…. è un buon giovine in fondo….
Lei s'alzò stringendosi nelle spalle: si fece alla finestra, e si mise a stamburinare su' vetri. La campagna, sotto a un velo grigio uniforme, era triste: giù, nel mezzo giorno, un cantuccio di cielo celeste pallido, ti faceva pensare a un di que' tramonti limpidi, striati d'opale e di croceo.
Serafina guardò quel cantuccio lungamente, poi mise un sospiro.
—Senti, disse voltando il capo bruscamente verso il marito, se credi realmente che sia per causa mia che il tuo amico non viene…. scrivigli; ti prometto che farò la pace con lui. E s'allontanò con la sua solita risatina rapida e squillante.
Egli l'accompagnò con uno sguardo pieno d'amore, poi chinò il volto sulla carta, su cui la penna seguitò a stridere.
Cinque o sei giorni dopo arrivò Furlani. Nino fece gran festa all'amico, la moglie l'accolse co' soliti frizzi che riaprirono nell'anima del giovine le ferite dell'amor proprio appena rimarginate. Ma lei o non se ne accorse, o finse di non accorgersene: pareva come se oramai sicura ch'egli non potesse scapparle, si volesse divertire a tormentarlo: era ridivenuta gaia, e civettuola.
Ma avendogli ei detto un giorno, non senza un leggiero pizzico d'ironia, che i suoi affari non permettevano che stesse di più a godere delle delizie della loro villa, e della loro gradita compagnia, essa cambiò maniere a un tratto.
Fu un vero sollievo per il giovine ch'era stato a un pelo dall'andarsene. Di questo suo compiacimento si adduceva a ragione che le Ascenti erano a villeggiatura, non avrebbe potuto veder più Lia ogni giorno…. ora gli era necessaria quella fanciulla….