Furlani sedette. Egli fissava gli occhi al suolo, immerso ne' suoi pensieri, quando sentì il rumor d'un uscio che s'apriva. Rosalia s'avanzava verso di lui, in punta di piedi, rapidamente. Mario s'alzò.
—Perchè siete fuggito! mormorò la fanciulla, posandogli le mani sulle spalle, e guardandolo teneramente; io…. non ero in collera con voi….
E a un tratto, rizzandosi su' piedini, gli porse le labbra, con un moto di bimba, d'un incanto irresistibile….
Toccò a lei a scappare questa volta, temendo non avesse a sopravvenire la mamma.
Mario quella sera tornò alla villa molto tardi: trovò Serafina in giardino.
La giovine avvolta con grazia in un bernusse bianco, passeggiava lentamente. I raggi della luna battendole in pieno viso, davano un tono perlato alla sua pelle finissima di bella bionda. Sembrava malinconica: ma nello scorgere il cavaliere, i suoi mobili lineamenti presero un'aria di scherno.
—Rincasate tardi stasera, cavaliere…. o dove siete stato?
—Dalle Ascenti, signora, rispose lui alzando il capo quasi in atto di sfida.
—E lo dite in tono così tragico? Siete curioso davvero! Io, vedete…. avevo fatto un piccolissimo giudizio temerario….
—E quale, se è lecito?