—Devo parlare alla padrona, sapreste dirmi dove potrei trovarla?

—Oh, ci vuol poco! è nel giardino col cavaliere.

Nel tono con cui donna Maricchia disse quelle parole, in un certo atto che fece con la bocca, c'era qualcosa d'ironico che non sfuggì a vecchio furbo: e un pensiero ratto come un lampo balenò nella sua testaccia.

—Il cavaliere…. riprese facendo il nesci, è forse quel zerbinotto tutt'attillato, con i baffetti neri, che, si dice, sia un palermitano amico del padrone?

—Già, è lui…. un bell'amico davvero!!

Poi s'avvicinò al vecchio, gli posò una mano sul braccio, e, abbassando la voce, seguitò.

—Devo andarmene, che il caffè si raffredda…. ma certune, m'intend'io, vorrebbero esser squartate vive!… vorrebbero esser squartate vive!

E si fece a salire, barbottando: squartate vive!… squartate vive!…

—Santo diavolo! pensava il fittaiuolo seguitando a scendere lentamente. Ora guarda!…

—Basta, tutti così questi galantuomini!