E fece un gesto chiudendo l'anulare ed il medio.
Il mafioso, come suol succedere, aveva dimenticato le sue.
Egli dovette certo mutar pensiero, poichè non andò più a trovar la signora per parlarle dell'affare, come aveva ideato poco prima.
XII.
Da quella sera in poi chi si fosse trovato ne' dintorni della villa, avrebbe veduto delle novità strane: Brasi Sala il figliuolo del zu Vito, e il socio Lalla, si aggiravano attorno alle mura del giardino, fingendo di cercare delle erbe; di quando in quando davano degli sguardi in qua e in là, poi uno s'allontanava prendeva la rincorsa e con un salto s'aggrappava alla cresta del muro, si sollevava pian pianino sui polsi, e affacciava quel tanto della testa ch'era necessario per potere veder dentro senz'esser visto. La sera era l'istesso armeggio; però quello che prendeva la rincorsa faceva lo slancio più forte, saltava a cavalcione del muro, spiava nell'oscurità, con l'orecchie tese, e si calava dall'altro lato. Il compagno restava ad aspettare appiattato. Quello stava nel giardino due o tre ore, poi ne usciva dell'istessa maniera.
Ciò durò alcuni giorni.
Una mattina il zu Vito Sala andò in casa del notaro Anselmi.
—Il notaro? domandò alla serva ch'era venuta ad aprirgli.
—Non c'è.
—Dove potrei trovarlo?