—Del resto il padrone si levi di testa quelle pazzie di macchine e modi nuovi di cultura, se non vuol ridursi con una canna in mano.
—Sicuro!… Ci anderò io…. glielo metterò io il cervello a posto a quel matto! Levarsi i giardini per coltivarli a conto proprio! oh, lo stravagante! Egli non lo sa che ci vuole per far ciò…. non ci basterebbe una miniera. E poi, quando si trova uno tanto buono da farvi guadagnare duecent'onze all'anno; mille e duecento in sei anni!
E via di questo tenore, incoraggito de' segni d'approvazione del mafioso, del quale aveva sempre avuta una paura maledetta.
E l'indomani entrò nello scrittoio dell'amico come una bomba: non gli diede tempo d'aprir bocca. Era pazzo!!.. voleva levare i giardini ai Sala e al loro socio Lalla!!.. Lo sapeva con chi aveva da fare? I Sala madrandini di padre in figlio, Lalla poi una tigre nata sputata; vero degno allievo di quel brigante di suo zio che l'aveva preso con sè sin da quando era piccino. «Ammazziamolo» questa parola aveva sempre in bocca quel tristo, e ammazzava davvero anche per un nonnulla…. figuriamoci!… Striati faceva male ad impuntarsi. Egli aveva veduto il Sala il giorno avanti; gli era parso brutto in faccia…. poteva succedere qualche guaio.
Nino lo guardava sorridendo, senza parlare.
Anselmi s'avvicinò, posò le mani sul piano della scrivania, si curvò appoggiandovisi, e continuò:
—Sorridi?… Quando il principe Torres s'incornò a voler coltivare i suoi fondi a conto proprio, gli amici glielo dissero, bada a quel che fai! Ma lui stimò bene fare il sordo. Prende il primo curatolo: bomm…. una schioppettata tra fichidindia, e cade senza poter dire, aiutatemi Cristo! Ne prende un secondo: non doveva essere un minchione quello lì, eh! eppure una mattina che non era ancor giorno chiaro, mentre andava sul posto dove l'aspettavano i giornalieri per mettersi al lavoro, bomm…. una schioppettata di dietro a un muro, e cade anche quello. Chi fu? Vattel'a pesca. Il principe prende un terzo curatolo: era un Beato Paolo che non aveva paura nemmen di Dio: tant'è il terzo giorno gliel'ammazzano! Il risultato fu che quel signore non trovò più curatoli, egli non potè più stare a Palermo, e i fondi restarono incolti. Dovette venderli con gran perdita, e se non li comprava il zu Deco Zara, un osso duro quello, non so come il principe se la sarebbe potuta cavare.
Il povero colonello Verrone, continuò l'Anselmi, dopo un breve silenzio, un po' più animato perchè stizzito dall'eterno sorriso dell'amico che lo guardava sempre senza parlare, levò i giardini ai Manfrici: aveva ragione da vendere; erano affittati per mille e quattrocent'onze, e n'avrebbero potuto dar due mila per lo meno. Usciva poco, mai la sera, stava sempre guardingo. Chiusosi nella camera da letto, qualunque cosa succedesse, non apriva se la serva, una vecchia che stava con lui da trent'anni, non gli facesse il segnale convenuto tra loro: eppure una mattina fu trovato ucciso nella camera da letto!… Il Singardi….
—Li so questi fatti, amico mio, interruppe il giovine con perfetta calma; e appunto per questo levo i giardini ai Sala e compagnia bella.
Il notaro non s'aspettava una risposta simile; meno poi fatta con tanta calma: era le mille miglia lontano dal supporre un uomo di ferro in quel mingherlino: e sì che l'aveva frequentato! Lo guardò sbarrando tanto d'occhi, e con un, oooh! uscitogli proprio dall'anima: e Nino si contentò d'accennar di sì col capo a due riprese.