—Vi ringrazio…. ma…. capirete…. queste non son risposte che si possan dare su due piedi. Bisogna pensare…. bisogna vedere….

Ma il Carrarella interruppe storcendo il muso, e il cugino Santo si messe a tentennare il capo che non la finiva più. No, no…. non l'intendevan così loro; le cose lunghe diventan serpi: o si stabiliva il tutto quella sera, o non se ne sarebbe parlato più. Eran sicuri che il su Francesco piuttosto che lasciarsi scappare una parola, si sarebbe fatto tagliare a pezzi: cercherebbero un'altra persona s'egli non volesse saperne della cosa, e buona notte.

E però il campiere si cacciò sbuffando la scarzetta fin sopra gli occhi.

Per la Madonna di Gibilmanna! o che volevano canzonare? era vecchio era…. grosso, pieno di reumatismi, che la sua vita se l'era mangiata la tramontana su per le serre: non si fidava più; no, non si fidava più: e se non fosse per il suo figliuolo…. Basta, non voleva nemmen sentirne a parlare di quella faccenda.

—E chi vi dice che dovete lavorare!… insistè mastro Pasquale alzando le spalle. Esser diretti vogliamo; lo capite? esser diretti e non altro. Mi pare che….

Ma il furbo accennava sempre di no col capo. E il figliuolo ammiccò a compagni.

—Via, padre, disse voltosi al campiere, ora che gli amici son venuti sin qua, non gli si ha a dare questo dispiacere agli amici….

Seguì un silenzio. E mentre tutti pendevano dalle labbra del su
Francesco, la pentola alzò il bollore.

—Va' a prender la pasta, Sciaverio, disse il vecchio; gli amici stasera mangeranno un boccone con noi.

—Grazie, risposero i due giovani a una bocca, e Zumboli posando una mano sul ginocchio del campiere, esclamò: