I quali compari per bacco avevano certe faccie che Dio te ne liberi: per questo anzi incussero maggior rispetto ai due mafiosucci provinciali, già storditi dal movimento e dal chiasso della città, abbagliati e rimpicciniti dalla disinvoltura e dallo spirito tutto palermitano di quel monellaccio di Maraviglia. Sciaverio a Palermo c'era stato altre volte.
—Strano caso! pensava tuttavia mastro Pasquale. Si dicono i nostri cognomi, si tacciono quelli degli altri…. basta…. ne san più di noi. E cercò d'atteggiare il volto all'aria più mafiosesca che potè. Egli aveva accettato quell'incarico con tanto orgoglio; aveva aspettato con tanta febbre il giorno fissato per la partenza; il suo arrivo, l'accoglienze che stimava gli avrebbero fatte, la fantasia glieli aveva dipinto con sì bei colori, che ora faceva il viso dell'armi alla realtà. S'aspettava delle vere ovazioni il farabutto, e si vedeva accolto come uno qualunque.
Se ciò fosse accaduto agli altri due solamente, non avrebbe avuto a ridirci: ma a lui…. a lui che aveva avuto l'idea di quell'affare!…. Basta, vedrebbe in seguito. E però in un lampo pensò alla bella Carmela con una tenerezza mista a un certo accoramento, tanto si sentiva umiliato. E ricambiati i complimenti, e sedutisi, compare Gaspare, il più anziano, accennando al Maraviglia, disse sottovoce a' due Roccellesi:
—L'amico ci ha detto tutto; però vorremmo essere informati meglio da voi.
Mastro Pasquale fece un «emh, emh,» tanto per prepararsi a parlare: ma Sciaverio che non ne aveva meno voglia di lui, fu più lesto, e cominciò a raccontare ogni cosa, sottovoce anche lui, rifacendosi da capo, gesticolando, con gli occhi fosforescenti come quelli d'un gatto.
—E siete sicuro che que' signori siano veramente ricchi come dite? domandò l'anziano quand'egli ebbe finito.
—Sicurissimo.
Allora il calzolaio pensò ch'era quello il momento opportuno di metter bocca anche lui nel discorso, se voleva fare un po' di figura.
Alzò la mano, la mulinò in aria spalancando tanto d'occhi e allungando il muso; e quando s'ebbe fatto così buffo ed espressivo nel volto, disse:
—Ricchi!… milionari volete dire!