—Sta fresco a pigliarsela con lei! esclamò il prete riempendosi il piatto di funghi. Mi pare che voglia fare a' cozzi co' muriccioli.
—Lasciamolo correre, riprese il vecchio con un sorriso di disprezzo, alcunchè sodisfatto dell'adulazione dell'amico: e seguitò a enumerare i giusti motivi che lo spingevano a spalleggiare gli avversari di don Castrenze, mentre il reverendo, con la bocca piena, ciondolava il capo d'alto in basso, mostrando di saperla lunga in quegli occhiacchi. Via, l'ira e lo zelo di don Alessio si sarebbero spiegati subito, quando si fosse saputo che don Castrense aveva due tumuli di terra a pochi passi dalla villa, giusto gli ultimi che ci volevano per compire l'unità del podere secondo l'intendeva il proprietario, e si negava a venderli, si negava tenacemente.
Donna Costanza faceva la cera di chi cominci ad essere preso dal sonno: i due giovani, seduti l'uno vicino all'altro, apparentemente ascoltavano; al modo come giocavan d'occhi c'era da supporre che la loro piccola burrusca fosse passata com'una burrasca di aprile.
Ma alle frutta si cambiò discorso: per via d'uno dei nuovi eletti, parente d'un latitante, si venne a parlare del famoso don Peppino, il capo d'una banda che spargeva il terrore nel territorio vicino.
Don Alessio prese la palla al balzo. Ce n'erano stati dei banditi in Sicilia, e non pochi ancora: Pestalonga, Pasquale Bruno, anticamente; i fratelli Palumbo, e Sbirrillo ne' tempi più recenti; ma sanguinari, ma feroci come questi, mai più! Era alla civiltà, era al progresso, era al governo degli eretici conculcatori d'ogni legge, che si dovevano tali uomini. Nella borgata di Braccamena, i contadini, stanchi dei delitti d'ogni sorta che commetteva la banda, avevano stabilito di dar man forte alle autorità: una notte otto uomini, armati sino a' denti, avevano assaltato la borgata, e fatta irruzione nelle case, avevano strappato dalle braccia della famiglia tre cittadini, li avevano trascinati in campagna, ne avevano fucilati due, avevano rimandato il terzo a portar la notizia.
—Oh, poveretti! esclamò la fanciulla sottovoce, e si voltò a guardare il cugino tutta spaurita.
S'era mai sentita una cosa simile? si poteva supporre che tali fatti avvenissero sotto un governo ben costituito? E i rei impuniti al solito…. Maniscalco! Maniscalco! ecco che ci voleva: quello sì che era uomo, e del mestiere per bacco! Avrebbe messi in un pugno sbirri e manutengoli, e, o me li consegnate, o me li consegnate, avrebbe detto loro. E glieli avrebbero consegnati, perchè sapevano che non si scherzava con lui. Ora eran tutti una cosa; cani e selvalgina mangiavano insieme nell'istesso piatto, e chi ne andan di mezzo erano i poveri cittadini.
Ora anche il prete parlava, era sazio.
—Non per nulla pesa sugli italiani la scomunica del pontefice. Un Dio c'è poi, per quanto i tristi si spolmonino a negarlo; e la chiesa è la chiesa!
E rosso come un gallo pel vin bevuto, posò i grossi pugni sulla tavola, girando in volto a tutti que' suoi occhiacci.