—Dunque?…

—Ebbene…. se mia figlia vi vuole ancora…. questa volta troverete la porta aperta, disse il vecchio ridendo. E posò le doghe.

—Questo è parlare approvò il cugino Santo. E messa la canna americana sotto il braccio, cavò fuori la scatola, vi battè da un lato con le due dita, l'aprì e offrì tabacco al bottaio.

In questa su per le scale s'udì un rapido fruscio dì sottane, e mastro
Pasquale guardò da quella parte vivamente.

Quella furbacchiotta di Carmela certo stava in ascolto.

L'indomani sera mastro Pasquale Carrarella trovava la porta aperta, e accompagnato dal cugino Santo, entrava in casa del bottaio come promesso della bella Carmela.

Quella notte Santo non potè dormire: dalla sposa aveva bevuto molto: riscaldato dal vino, riscaldato dall'occhiate di fuoco, che la grossa ragazza dava continuamente allo sposo, e dalle allusioni licenziose del bottaio che amava di scherzare, e dai discorsi che gli aveva fatto poi il cugino Pasquale vagando per le vie sino a notte avanzata, giurò in cuor suo che avrebbe preso moglie anche lui.

E senza metter tempo in mezzo, entrò in caccia. Conosceva le donne il degno compare, era persuaso che un po' di lusso non ha mica i bachi per attirare la loro attenzione, farsi notare, ed esserne amato poi con un po' di buona volontà. E si messe a fare sfoggi. Ordinò un bell'abito di panno lustro…. oh, non c'era donna che doveva resistere a quell'abito di panno lustro! si fece portare da Palermo un cappello di feltro nero, e una cravatta di seta verde: cambiò con veri anelli gli anelli di similoro, comprò un orologio d'argento, una catenella d'argento, a collana, che, girando e rigirando per gli occhielli del panciotto, andava a finire nel taschino sinistro. Ora lui, appena uno domandasse che ora era, cavava subito fuori il piccolo orologio d'argento, e facendo schizzar la saliva e indugiando acciò la gente potesse avere il tempo di ammirarlo, parlava di tre e di quattro…. Insomma era diventato proprio un bel maestro risplendente d'oro e d'argento. Porca cagna? non li risparmiava, no, i denari del povero don Bastiano, il galantuomo, sicchè le ragazze da marito cominciarono a mangiarselo con gli occhi.

Ma se lo mangiava anche con gli occhi il sor maresciallo dei carabinieri, un surnione che la sapeva lunga con que' baffacci pendenti nel volto color di zafferano, e gli occhi di coccodrillo che pareva volessero entrarti a forza nell'anima. E il peggio era che il bel cacciatore di mogli non se n'accorgeva punto. Egli era troppo occupato a dondolarsi sulla vita lungo le strade, facendo gli occhi dolci a ogni bertuccia che vedesse alla finestra.

—Costui è stato sempre uno spiantato, un fannullone, ladro ed attaccabrighe…. un pessimo soggetto insomma, che il mio predecessore mi raccomandò caldamente…. Fa tutti questi sfoggi…. Vediamo. Fu allogato nella Piana di Benfornello, almeno si dice; stette assente una diecina di giorni…. Cosa gli potevano dare? due lire al giorno tutt'al più…. via mettiamo tre…. doveva mangiare, eh: dunque non ha potuto mettere da parte che una ventina di lire. Venti lire gli dev'essere costato il solo orologio. Credito? umh, chi gli deve far credito? Bara alle carte? no; io so che non gioca da molto tempo…. Da dove li prende dunque i danari?…