Pri tia donna crodili.

In quella s'udì un gran picchio all'uscio.

—Chi è? domandò la moglie del bottaio voltandosi.

—La forza, fu risposto, come ne' melodrammi, da una voce beffarda.

Tutti si guardarono in viso; e il promesso sposo diventò bianco come un panno lavato. I picchi seguitavano.

—Vengo, vengo, gridò la moglie del bottaio: e si alzò, e andò ad aprire.

Era il maresciallo con due carabinieri.

—Bravo!… bravo! disse il burlone entrando: e faceva l'atto di battere le mani, volto al promesso sposo cui eran cadute le braccia e la chitarra.

Voi cantate come un usignuolo! Oh, benedetto! ma io vi voglio alla caserma, voglio che mi facciate un po' divertire i miei carabinieri che s'annoiano maledettamente senza far nulla…. Via, perchè avete lasciato cadere la chitarra!

Mastro Pasquale aveva compreso, e si vide perduto. Cercò di prendere una risoluzione: la porta era guardata da due omaccioni colossali, che avrebbero levata ogni voglia di resistenza al solo vederli con que' baffacci alla Vittorio Emanuele; restava la finestra…. non era tanto alta… un colpo di pistola al maresciallo e profittando dello scompiglio che avrebbe messo la sua morte, si sarebbe potuto…. ma era poi certo che sotto la finestra non ci fosse nessuno?… Nell'incertezza bisognava tentare: perso per perso….