Puri, puri, pì, pì, pì. E a questa specie di billi billi siciliano, calò dai tetti un nugolo di piccioni, accorse dalle stalle, dal pollaio di tra gli alberi sotto la spianata, gran quantità di pollami: galli altissimi di un bel rosso dorato, con grosse creste rosse; chiocce con pulcini nati di fresco; pulcini già grandicelli, spennacchiati, con la malagrazia di fanciulli a sette o otto anni, pollastre linde, lucide, con l'andatura spigliata di giovinette; vecchie galline, favorite dalla testa pelata, per le spesse carezze dei pennuti sultani…. tutt'attorno a Lola il suolo ne brulicava alla lettera. Lei, con un'espressione di piacere infantile nel viso, alzando in aria il paniere curvo da un lato, ne faceva cadere il grano; e movendosi lentamente, lo veniva gettando a strisce a zig zag.

Puri, puri, pì, pì, pì. Ed era un pigiarsi vorace, un rumore sordo di becchi che battevano il suolo, tramezzato da qualche schiamazzo, da salti e beccate con le penne del collo arruffate nel contrastarsi il becchime, dal pigolio dei pulcini e dal chiocciar delle chiocce, dal tubar dietro la compagna di qualche piccione, che, da vero innammorato, preferiva al cibo la galanteria.

Giovanni guardava quel quadro con un nuovo incanto: sentiva nascersi un coraggio da leone. Questa volta…. ma via, n'aveva fatti abbastanza, si sarebbe visto alla prima occasione.

—Saliamo? domandò la giovinetta. E salirono sopra.

Per le scale erano soli: Giovanni sentì battersi il cuore…. fu per parlare…. ma pensò che non era quello il momento. Per le scale!… e poi, poteva sopravvenire qualcuno…. Egli sentiva che gli avessero troncato le parole in bocca, non l'avrebbe fatta più quella benedetta dichiarazione!

Vennero nell'anticamera. Sulla lunga tavola, attorno a un piatto colmo di biscotti, eran disposte delle ciotole, e due bottiglie col latte. Lola scese in cucina, e poco dopo ritornò col caffè caldo: presero il caffè e latte. Anche questa sarebbe stata una buona occasione…. eran soli…. Ma via! non era nemmen da pensarci! Come si poteva fare una dichiarazione con una ciotola in una mano e un biscotto nell'altra? Bisognava esser pazzi, o sciocchi affatto. Dove diamine l'aveva la testa!

Qui non c'era a ridire.

Ma la fanciulla lo condusse a vedere i canarini, nella gabbia appesa a un chiodo nel muro della terrazza: disse un mondo di cose sul come l'aveva allevati, sul come li governava, sul bene che loro voleva.

—Quanto sono carini! Queste sole parole egli potè trovare restando a guardarli come il villano alla fiera il saltimbanco che dia nella gran cassa, sulla soglia della baracca.

Ma al passeggio don Alessio, per mostrare a donna Costanza il rigoglio di certi piantoni di peri che aveva fatto mettere in quella primavera, li lasciò soli. Lei andava lentamente, con lo scialle rosso piegato sul braccio, guardando il cielo acceso dagli ultimi raggi del tramonto; e dal suo bel viso traspariva la dolcezza dei pensieri che l'agitavano.