Il prete era pensieroso. Ascoltava donna Costanza che gli raccontava un suo sogno dal quale intendeva ricavare i numeri e giocarli tanto era strano.
—Mi pareva ch'era di domenica, e attraversavo il paese per andare alla parrocchia a sentir la messa cantata. Per le strade non c'era un'anima: però sentivo un bisbigliare confuso, senza potermi capacitare di dove venisse. Guardai a destra, guardai a sinistra, guardai in aria, nulla! E quel bisbigliare seguitava non solo, ma cresceva dietro di me via via che andavo avanti. Allora presa dal terrore affrettavo il passo tanto che finivo con mettermi a correre. Arrivavo nella piazza proprio trafelata. La porta grande della parrocchia era parata a nero, si sentiva un salmodiare, che, senza sapermene spiegare il perchè mi faceva drizzare i capelli sulla fronte. Guardo a destra…. e che vedo? una cosa orribile! giù in fondo alla strada un gruppo di gente che mi mostravano a dito: però erano impalati ne' loro vestiti neri, avevano le facce color di cera, gli occhi spenti… Son morti, pensai con raccapriccio…. Guardo a sinistra, altri morti; ma quelli ridevano piegati in due con le mani sulle ginocchia; guardo nel vicolo accanto alla casa degl'Inchilli, morti che mi facevano segno d'avvicinarmi. Mi volto per ritornare indietro, ma altri morti sbucavano dalle strade laterali e venivano verso di me guardandosi e consultandosi. Allora quasi pazza di terrore, corro per rifugiarmi in chiesa. Ed eccoti che per quanto corressi non riuscivo a fare che un brevissimo tratto di strada: e i morti crescevano, crescevano d'ogni lato: tutta la strada n'era piena zeppa… già mi circondavano…. mi toccavano quasi…. Oh, Dio!… Finalmente riuscii a salire il primo scalino…. il secondo…. il terzo…. misi il piede in chiesa. Lì a un tratto diventavo leggiera come una piuma: mi pareva d'andare sfiorando appena il pavimento. Le navate erano parate a nero, e nel mezzo della principale c'era una morta stesa sopra una bara e circondata di ceri: i preti, in paramenti neri, cantavano la messa all'altar maggiore. Io mi avanzavo: ma arrivata vicino a quella morta, cacciava uno strido. Mi svegliai. In quella morta avevo riconosciuta me stessa.
—Che gliene pare?
Il reverendo si voltò come un trasognato.
—Di che cosa? domandò a sua volta..
—Ma del sogno che gli ho raccontato!
—Bello, bello davvero.
—Bello!! un sogno simile!!
—Bello!… dico bello così…. per dire…. bello insomma perchè ci sono i numeri con certezza.
—Volevo ben dire!… Dunque…. per me prenderei prima d'ogni altra cosa morti.