—Sessantasette, approvò gravemente il prete che sapeva il libro dei sogni sulla punta delle dita.

—Poi messa cantata, è chiaro.

—Messa cantata ottantanove.

—Ma un momento…. i morti si movevano.

—Morto che si muove trentuno.

—In ultimo, spavento.

—Novanta.

Don Alessio camminava avanti con la figliuola da un lato, e il nipote dall'altro. Raccontava loro quante gherminelle aveva teso a Filippo Mesi per indurlo a vendergli un fondo limitrofo alle terre di Badalà, che poteva valere un par di centinaia d'onze tutt'al più: come, finalmente, non potendo venirne a capo per nessun verso, gli s'era presentato un giorno nel fondo stesso con cinquecent'onze d'argento nella bissacca sulla baia, una famosa cavalla che aveva in quel tempo. E lasciato un discorso e presone un altro, cominciò ad enumerare i pregi della cavalla.

Una gioia schietta agitava dolcemente l'anima della fanciulla, le trapelava dal bel viso. Interrompeva con un'esclamazione di piacere il racconto caloroso del padre a ogni cespo di fiori che vedeva lungo il ciglio dei fossi, correva a saccheggiarlo, se n'adornava con grazia infantile il petto, e' capelli. Brividi voluttuosi scorrevano pel corpo di Giovanni, che, felice di vivere, aspirava gli acri profumi dei nocciuoli, le cui chiome d'un verde cupo sopravanzavano i muri dall'un lato e dall'altro della strada, taceva, ascoltava, dava spesso alla cugina de' lunghi sguardi appassionati.

Quando tornarono alla villa, alla parrocchia sonava l'avemaria.