—C'è compare Giorgi?

—C'è. Si voltò verso l'interno, e chiamò:—Su Giorgi!… su
Giorgi!…

—Oh.

—C'è uno che cerca di voi.

Un momento dopo comparve il campiere. La luna l'illuminò tutto, facendo luccicare i fregi di rame della giberna ch'aveva ad armacollo: era un uomo chionzo dal naso a trombetta, con una barba ispida, e nera: era vestito di bordiglione, portava, schiacciata indietro sul capo una scarzetta di felpa con una lunga nappa di seta.

—Ehi!

—Salutiamo, compare Giorgi.

—Oooh, don Castrenze!

Il galantuomo era sceso da cavallo; s'abbracciarono e si baciarono.

—Quant'è che non lo vedo!…. Presto, Masi, conduci il cavallo nella stalla; levagli le bisaccie di dosso e portale su. (Poi avviandosi con l'amico)—Come va tanto bene?