Mancava Nino D'Amico! e il Capitano avendo fatto osservar ciò aggrottando le sopracciglia, a giustificarlo prese la parola Carmelo Mamola detto Cairone. Il suo compaesano egli l'aveva lasciato dispiaciutissimo di non aver potuto venire; al momento della partenza, l'aveva visto lui coi suoi propri occhi, la cavalla s'era messa a zoppicare, aveva un'inchiodatura…. non c'era nè il tempo nè la maniera di procurarsene un'altra. Conchiudeva, che in grazia della buona volontà, era giusto tener compare Nino come presente, e fargli aver poi la sua parte di bottino.
Che gran furbo quel tartaglione! aveva trovato il modo di serbar la pancia a' fichi senza che avesse a risentirsene il borsellino.
E il Marchese che lo conosceva, represse un sorriso, e guardò i due colleghi. Avendo costoro approvato con un cenno del capo, accettò la proposta di Mamola. Subito dopo si fece l'esame degli strumenti portati dai Cercarsi. I tre capi se li passarono di mano in mano approvando con un lento muover di testa, dichiarando ch'erano atti a sfracellare porte, a rovinare muri, a scassare casse ed armadi….
—C'è permesso? disse in quella una voce. Ed al voltarsi, i banditi videro Ntoni sulla soglia dell'uscio, illuminato tutto dalla fiamma. Il capraio piegava letteralmente sotto al peso di due castrati scorticati e senza testa, che portava a cavalluccio legati per le zampe di dietro.
—Compare Giorgi manda questi a lor signori.
Delle grida di gioia, assai imprudenti a quell'ora nel silenzio della notte, accolsero il capraio e le sue parole: ma un delizioso trasalimento dello stomaco l'aveva spinto per que' petti feroci, pieni dell'allegrezza della prossima rapina. Si messero altra legna sul fuoco, si prepararono delle bacchette di ferro da fucile, per servir da spiedi ed arrostir le due bestie, che già alcuni avevano levate di dosso al capraio, appendevano a due cavicchi, e cominciavano a fare in pezzi….
Per non destar sospetti, la banda prima che aggiornasse si sparse per la campagna in piccoli drappelli. Nella casipola non restarono che il Capitano, Biagio Valvo, e Giorgi Ciulla il quale era arrivato durante la notte.
XI.
Il vecchio orologio a pendolo sonò due ore: il prete contò le fave ammucchiate alla sua destra: poi esaminò le carte, e accusò i punti motteggiando.
—Come si perde questa partita! esclamò don Alessio rimasto come un allocco. Perdio!…