Ma si battè subito sulla bocca, e voltosi alla sorella che guardava sorridendo, soggiunse:—A momenti mi fa bestemmiare come un eretico questo cristiano!

—Ma se non sa giocare, riprese il prete motteggiando sempre.

—Io!!

—Lei, lei.

Il vecchio lo guardò un poco, posando i pugni stretti sull'orlo del tavolino, poi si messe a ciondolare il capo.

—Dica piuttosto che ha il diavolo dalla sua!

E lì un diluvio di ragioni, per via delle quali egli credeva di dimostrare con la più bella evidenza, che nè quella, nè molte altre partite, avrebbe dovuto perdere.

Il reverendo rideva proprio di cuore e romorosamente al suo solito; buttava giù facezie su facezie, con una disinvoltura come se non covasse nulla nell'animo. S'alzò, strinse la mano dell'amico, raccomandò all'amica che gliela desse lei qualche lezioncina al fratello quando non aveva troppo da fare. Si messe il cappuccio che soleva portare la sera e le giornate fredde in luogo del cappello, s'avvolse nel ferraiuolo, e, dicendo che aveva un gran sonno, e che appena arrivato a casa avrebbe cenato, e sarebbe andato a letto, uscì.

—Era tardi…. che non avesse a arrivare a tempo al luogo del ritrovo?… Aveva fatto male ad andare alla villa quella sera….

Ecco cosa pensava, nello scender le scale, preceduto da Lisabetta che gli faceva lume! Ma riflettè subito che il non andarci sarebbe stato un errore: la sua assenza giusto quella sera, si sarebbe potuto commentare, e certe volte basta un minimo che a metter la giustizia sulle peste…. Si compiaceva, del resto, del come aveva saputo nascondere per due buone ore l'agitazione che lo divorava. Eh, eh, caso mai avesse a accadere qualche guaio…. come per esempio, Dio nol voglia, un arresto…. sarebbe una testimonianza assai giovevole a lui quella dei suoi amici che l'avevano veduto tutta la sera così calmo e burlevole. O che si può supporre che uno abbia tanta forza d'animo da padroneggiarsi a quel modo, momenti prima di commettere un reato, e per due buone ore?…