— Mai, ma si sono limitati a visitare solamente le coste. Chi può dire che non ne esistano nell’interno?
Il rauco urlo si fece udire più vicino. Pareva che uscisse da un profondo crepaccio che formava una specie di caverna, addentrantesi nel fianco della vicina montagna.
— Andiamo a vedere, disse Wilkye, armandosi di fucile. Sono curioso di sapere quali animali popolano questo continente.
S’appressarono tutti al crepaccio ma con precauzione, non sapendo ancora con quale avversario avevano da fare; ma percorsi soli pochi passi, videro comparire sette od otto animali che avevano l’aspetto di lupi, senza però aver l’aria feroce di quei carnivori delle regioni boreali. Avevano il pelame eccessivamente folto e lungo, le orecchie corte, le gambe magre ed emettevano dei rauchi urli.
Vedendo i tre esploratori s’arrestarono sorpresi, non avendo forse mai, prima di allora, veduti degli uomini, poi fecero un brusco voltafaccia e s’allontanarono con grande rapidità, salutati da una triplice scarica che gettò a terra i due più grossi.
— Sono lupi, disse Peruschi, che si era affrettato a raccogliere le prede.
— A me sembrano invece warrak, disse Wilkye, che li osservava con curiosità.
— Cosa sono questi warrak? chiese Blunt.
— Sono specie di lupi, ma non feroci, che si trovano nelle isole Falkland, rispose Wilkye.
— Li mangiano gl’isolani?