Abramo Bristol, nel 1806 si mette in mare, scopre le isole Aukland, vasto arcipelago che ha buoni porti, ma freddissimo e arido. Nel 1810 Federico Hazlebourg si slancia sulle tracce di Bristol e scopre l’isola Campbell, situata al sud delle Aukland.
Nel 1819 il russo Billinghausen si spinge fino al 70° di latitudine e scopre due isole che chiamò Alessandro I e Pietro I. Nel 1820 l’inglese Bransfield è arrestato dai ghiacci al 65° di latitudine.
Nel 1820 il nostro compatriota Morrell giunge a 70° 14′ di latitudine asserendo di aver scoperto il mare libero, ma pochi vi prestarono fede e con ragione, esistendo qui un continente impenetrabile alle navi.
Nel 1822 Palmer, cacciatore di foche, scopre la costa che porta il suo nome, e nel 1825 Powell, scopre le Orcadi Australi, ma i ghiacci lo arrestano al 62° di latitudine. Nello stesso anno un altro pescatore di foche, l’inglese Wedell visita le Orcadi, le Nuove Shetland, la Terra di Sandwik già conosciuta da Cook, si avanza fra i ghiacci fino al 74° 15′ di latitudine e il 34° 71′ di longitudine. L’inverno lo costringe al ritorno, dopo d’aver scoperto due altre isole, quelle di Denin e di Marsereen, ma queste non vennero più ritrovate e si crede che abbia scambiato delle enormi montagne di ghiaccio per delle isole.
L’inglese Foster nel 1829, dopo aver scoperto l’isola Decéption, prende possesso delle terre australi a 63° 21′ di latitudine e 66° 27′ di longitudine.
Biscoë, col brik Tuba, nel gennaio 1831 scopre le terre d’Enderby fra il 60° e 70° di latitudine, vede l’isola Adelaide, e nel 1833 giunge su di una costa che chiama Terra di Graham.
L’inglese Balleny salpa per le regioni australi nel 1839, scopre le cinque isole che portano il suo nome, segue i ghiacci galleggianti, scopre la Terra Sabrina e avanzandosi più oltre si trova chiusa la via da monti che egli credeva di ghiaccio e che invece più tardi, Dumont d’Urville, riconobbe per monti del continente polare situati sulla costa Clarie.
Contemporaneamente l’inglese Wilkes ed il francese Dumont d’Urville tentarono pure di giungere sul continente australe.
Quest’ultimo poi che era partito nel 1838 colle corvette Zélée e l’Astrolabe, volendo cercare il mare libero scoperto da Wedell, si era trovato invece dinanzi ad un enorme bastione di ghiaccio. Costeggiandolo raggiunge le Orcadi che erano cinte da immense montagne di ghiaccio, poi piega al sud correndo il pericolo, per tre giorni interi, di far schiacciare le sue navi dagli ice-bergs, poi scopre una costa che chiamò Terra Luigi Filippo e Jonville e parecchie isole.
Essendosi ammalata la ciurma, ritorna verso il nord, ma l’anno seguente rinnova il tentativo in un punto diametralmente opposto, scopre una costa ed i suoi ufficiali, con una scialuppa sbarcano superando le barriere di ghiaccio e spiegano la bandiera. Quella terra era l’Adelia.